Il documento immateriale

Ricerca storica
e nuovi linguaggi

La Storia - Consorzio italiano
per le discipline storiche online

L'Indice dei libri del mese
maggio 2000 - Dossier n. 4



La valutazione/selezione delle risorse telematiche per gli studi umanistici

Guido Abbattista

Guido Abbattista è professore associato di Storia moderna e di Metodologia della ricerca storica presso il Dipartimento di Storia, Università di Trieste, si occupa di storia della cultura storica e politica europea nel sec. XVIII. E’ condirettore di Storia della Storiografia e co-fondatore della rivista elettronica di storia della storiografia Cromohs  e della biblioteca telematica di fonti storiografiche Eliohs.

 

La grande varietà di prodotti comparsi in rete dalla metà degli anni ’90 in poi è stata il frutto più immediato di una sociologia della comunicazione che la telematica ha letteralmente sconvolto. Singoli o istituzioni situati alla periferia dei circuiti culturali si sono scoperti in condizione di rivolgersi autonomamente ad un pubblico mondiale; voci esterne al mondo universitario hanno avuto l’opportunità imprevista di salire sul medesimo palcoscenico dei ricercatori professionisti e degli accademici; agenti, come gli editori, hanno potuto sperimentare forme di attività estranee alla loro sfere consuete; dilettanti puri e amatori si sono trovati di fronte a un uditorio tanto ampio quanto disorientato, favoriti dall’omogeneizzazione degli oggetti indotta dalla rete e dalla possibilità di forzare le preesistenti segmentazioni della comunicazione culturale.
Dopo il balzo in avanti nella produzione di strumenti telematici per la ricerca e la didattica delle discipline storiche e umanistiche in generale, però, all’entusiasmo è subentrato un diffuso e salutare bisogno di rigore: non più sperimentazioni incontrollate, ma progettazione di risorse più raffinate, di qualità più elevata e scientificamente più solide.
Con una reazione avvertibile in ogni settore disciplinare, il mondo professionale della ricerca storica e umanistica in generale (o almeno una certa sua componente più sensibile all’innovazione) ha manifestato un duplice bisogno: comprendere caratteristiche e potenzialità della telematica in vista di sperimentazioni accorte, e recuperare l’autorità di controllo e selezione che la rete sembrava poter vanificare. In particolare, se al principio del Web l’esigenza dominante era stata quella di come scoprire le informazioni, molto presto a affermarsi è stata la problematica della descrizione tipologica e soprattutto della valutazione-selezione: recenti interventi giornalistici di portata più generale vi hanno contribuito con riflessioni sui “filtri” da parte di firme prestigiose. Che senso poteva avere, infatti, disporre di nutriti repertori – forniti dai motori di ricerca “generali” o dalle guide tematiche, sia in linea sia a stampa (per le discipline storiche si ricordi ad esempio The History Highway, New York, 20002) – , se poi le risorse inventariate finivano col rivelare natura e contenuti non abbastanza utilizzabili o attendibili dallo studioso ? Quanto seria, per esempio, poteva considerarsi l’edizione elettronica di un classico della letteratura antica o moderna ? Con quali criteri era stato realizzato un certo database statistico o testuale ? Quali principi generali avevano guidato la creazione di raccolte digitali di fonti documentarie o iconografiche o cartografiche ? E, ancora, che grado di affidabilità presentavano i cataloghi in linea di biblioteche o di archivi ? Che grado di autorevolezza possedevano i testi a carattere didattico o divulgativo che cominciavano ad affollare i siti telematici più diversi ? Quali garanzie offrivano certi prodotti pubblicistici – come la saggistica delle sempre più numerose riviste elettroniche – di essere conformi agli standard vigenti nelle comunità scientifiche ?
Questioni ancora più delicate, poiché implicanti la responsabilità professionale, si sono poste per il docente, il bibliotecario, l’educatore in generale. È corretto e ragionevole instradare gli allievi o gli utilizzatori di una biblioteca all’uso di risorse telematiche senza metterli in condizione di valutarne l’attendibilità e senza fornire loro gli indispensabili strumenti critici con cui distinguere, discernere, vagliare ?  È significativo che la problematica dell’”evaluation of web resources” si sia sviluppata nei particolari contesti delle metodologie didattiche, della formazione bibliotecaria e dell’avviamento all’uso delle risorse informatiche e telematiche. Nelle numerose guide e repertori attualmente disponibili in linea, oltre che a stampa, anche sotto forma di veri e propri corsi introduttivi alla valutazione, si è cercato di fissare alcuni parametri generali di giudizio, riconducibili alle macrocategorie di: autorevolezza, accuratezza, obbiettività, aggiornamento e completezza. Altri, più specifici, sono stati individuati in ragione della natura digitale e ipermediale delle risorse in questione: stabilità, chiarezza, facilità di accesso e di utilizzo, equilibrio tecnico tra contenuti testuali e strumenti multimediali.
 
È  poi necessario menzionare una particolare metodologia di valutazione-selezione tipica dell’ambiente telematico. Essa è scaturita dal bisogno di rimediare alla ben nota ridondanza dei metodi di recupero delle informazioni propri dei motori di ricerca tradizionali, le cui operazioni, piuttosto che in base all’affidabilità informativa e scientifica, rispondono a criteri come l’affinità tematica, la lingua, il numero di occorrenze di parole-chiave: di recente le prime posizioni in classifica nella liste prodotte dai congegni di ricerca sono addirittura divenute un oggetto da acquistare dietro pagamenti in denaro. Tale metodologia consiste nella creazione di veri e propri filtri professionali mediante motori selettivi, detti anche “limited area search engines” (LASE). In campo umanistico ne esistono due esemplari, realizzati negli Stati Uniti presso l’università di Evansville: Argos, per le discipline antichistiche, e Hippias, per quelle filosofiche. Un terzo esempio sarà prossimamente quello offerto dal motore di ricerca per le risorse storiche, che è in via di perfezionamento in Italia a cura di Lastoria.it un consorzio di siti facenti capo a dieci università italiane. Un motore di ricerca d’area funziona, per usare un termine entrato nel linguaggio della telematica, come un ‘portale’ specialistico. Il principio-base è quello dell’associazione tra un certo numero di siti professionali specializzati, accomunati dall’appartenenza ad un certo ambito disciplinare: nel caso di Lastoria.it la storia, dall’antichità all’epoca contemporanea. Ciascun sito cura al proprio interno una guida critica alle risorse telematiche per il settore di studi di sua competenza. Un software di ricerca specifico consente di interrogare non solo i siti-membri, ma anche tutti i siti che le singole guide elencano solo dopo preventivo accertamento dei requisiti di serietà e autorevolezza. Chi utilizza un motore d’area sa perciò che le segnalazioni di quello strumento di ricerca sono, sì, meccaniche e automatiche, ma solo nell’ambito delle selezioni preliminari operate dai membri del consorzio.
Numerosi fattori, soprattutto in Italia, ostacolano ancora la promozione di iniziative di questo tipo: scetticismo, diffidenza, difficoltà di coordinare iniziative nazionali in un ambiente, come quello dell’università italiana, apparentemente incapace di partorire progetti ambiziosi nel settore telematico, conseguente mancanza di risorse dedicate per integrare competenze informatiche all’interno di progetti nati nell’ambito degli studi umanistici e, nel caso di Lastoria.it, storici.
 
È chiaro, però, che solo mediante strumenti e competenze ad hoc è possibile fornire un servizio per la valutazione delle risorse telematiche esistenti; e, per contro, solo la crescita di un comune senso critico può favorire l’innalzamento qualitativo delle future produzioni. A questo scopo è necessaria la comprensione di un fatto banale, ma troppo spesso trascurato. Le risorse telematiche, come ogni strumento di ricerca o fonte storica, sono opera di individui, dei loro progetti culturali e delle loro scelte e decisioni conseguenti. Perciò debbono essere sottoposte a esame critico con gli stessi metodi e con lo stesso rigore che lo storico, lo scienziato, lo studioso in generale usano nel trattare i propri materiali tradizionali di lavoro.

Dossier - sommario

 


Biblio- e webliografia

Abbattista, G., Dalla tipologia alla gerarchia. Idee per una valutazione delle risorse telematiche per gli studi storici, in Cultura comunicazione tecnologia, ed. Vetta, F., Trieste, 1998, pp. 19-34.

Alexander, J., Tate, M., Web Wisdom: How to Evaluate and Create Information Quality on the Web, Mahwah, NJ, Lawrence Erlbaum Associates, 1998.

Alexander, J., Tate, M., Teaching Critical Evaluation Skills for World Wide Web Resources, 1996, <http://www2.widener.edu/Wolfgram-Memorial-Library/webeval.htm>.

Beck, S., The Good, the Bad, and the Ugly: or Why It’s a Good Idea to Evaluate Web Sources, 1997, <http://lib.nmsu.edu/staff/susabeck/eval.html>.

Brandt, D. S., Evaluating Information on the Internet, 1998, <http://thorplus.lib.purdue.edu/~techman/evaluate.htm>.

Caywood, C., Library Selection Criteria for WWW Resources, 1997, <http://www6.pilot.infi.net/~carolyn/criteria.html>.

Evaluation Center, Online Instructional Resource Evaluation Guidelines, 1999, <http://edsoasis.org/Guidelines.html>.

Grassian, E., Thinking Critically about World Wide Web Resources, 1996, <http://www.library.ucla.edu/libraries/college/instruct/web/critical.htm>.

Grassian, E., Zwemer, D., Hoax? Scholarly Research? Personal Opinion? You Decide!, 1998, <http://www.library.ucla.edu/libraries/college/instruct/hoax/evlinfo.htm>.

Harris, R., Evaluating Internet Research Sources, 1997, <http://www.sccu.edu/faculty/R_Harris/evalu8it.htm>.

Jacobson, T., Cohen, L., Evaluating Internet Sites, 1998, <http://www.albany.edu/library/internet/evaluate.html>.

Jones, D., Critical Thinking in an Online World, 1996, <http://www.library.ucsb.edu/untangle/jones.html>.

Kirk, E., Evaluating Information Found on the Internet, 1996, <http://milton.mse.jhu.edu:8001/research/education/net.html>.

Kovacs, D., Evaluating Internet Information, 1998, <http://www.kovacs.com/ohionet/evaluatingo.html>.

Ragains, P., Owens, J., Evaluating Information Sources: ‘How Can I Tell if This Book or Article Is Any Good?’, 1997, <http://www.library.unr.edu/~ragains/eval.html>.

Shoup, S., The ABC’s of Evaluating WWW Sources, 1999, <http://www.nt.gc.cc.fl.us/library/WEBEVAL.HTM>.

Tillman, H., Evaluating Quality on the Net, 1998, <http://www.tiac.net/users/hope/findqual.html>.

University of Washington Libraries, Teaching Students to Think Critically about Internet Resources, 1996, <http://weber.u.washington.edu/~libr560/NETEVAL/index.html>.


al sommario